Il vertice Ppe, il Cav., Monti e Merkel
E' iniziato poco dopo le 14 con l'arrivo (a sorpresa) del presidente del Consiglio, Mario Monti, il vertice del Ppe a Bruxelles che tradizionalmente precede il Consiglio europeo. Monti è entrato senza fermarsi con i giornalisti pochi istanti dopo l'arrivo della cancelliera tedesca, Angela Merkel. La quale, stando a quanto riferiscono diverse fonti Ansa, avrebbe chiesto a Mario Monti di ricandidarsi, oggi durante il pre-vertice del Partito popolare europeo a Bruxelles. Leggi Il caos del Cav. e la risposta di Bersani - Leggi C’è del metodo nel caos organizzato dal Cav., ma lo conosce solo lui di Salvatore Merlo
6 AGO 20

E' iniziato poco dopo le 14 con l'arrivo (a sorpresa) del presidente del Consiglio, Mario Monti, il vertice del Ppe a Bruxelles che tradizionalmente precede il Consiglio europeo. Monti è entrato senza fermarsi con i giornalisti pochi istanti dopo l'arrivo della cancelliera tedesca, Angela Merkel. La quale, stando a quanto riferiscono diverse fonti Ansa, avrebbe chiesto a Mario Monti di ricandidarsi, oggi durante il pre-vertice del Partito popolare europeo a Bruxelles. Presente all'incontro di oggi anche l'ex premier, Silvio Berlusconi, arrivato poco prima delle 13 di questa mattina. E proprio da Berlusconi sarebbe arrivato un messaggio al presidente del Consiglio: "Se il professore si candiderà come premier, io farò un passo indietro". Il Cav. avrebbe pronunciato queste parole pubblicamente, davanti ai leader Ppe presenti all'incontro, stando a quanto riferito dai partecipanti che hanno aggiunto che Mario Monti avrebbe espresso apprezzamento a Silvio Berlusconi per il suo invito a guidare una coalizione dei moderati.
Quando il premier, al termine del vertice, si è fermato a parlare con i giornalisti ha "dribblato" la domanda sull'ipotesi di una sua discesa in campo, avanzata dal Cavaliere. Grande sostegno del Ppe sarebbe invece stato espresso dal presidente del Partito popolare europeo Wilfred Martens, secondo quanto assicurato dal premier Monti: "Martens mi ha confermato oggi il grande sostegno del Ppe all'attività del governo italiano e ha espresso parole molto cortesi nei miei confronti".
Parlando ai gionalisti al termine del vertice, il professore ha inoltre spiegato di aver preso parte alla riunione perché "invitato dal presidente Martens per illustrare la situazione politica italiana, ciò che ho fatto alla presenza dei capi di governo appartenenti alla famiglia Ppe, ricordando le condizioni nelle quali il governo attuale italiano è nato, l'attività che ha svolto e le condizioni che hanno determinato la presa d'atto, da parte mia, del venir meno la settimanascorsa delle condizioni di sostegno da parte del Pdl, con la dichiarazione dell'onorevole Alfano consistita in una sostanziale e radicale sfiducia nei confronti del governo".
Interrogato sulla battuta rivoltagli da Berlusconi, il premier ha dichiarato: "Dopo il mio intervento, è intervenuto l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, poi hanno preso la parola la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker e il presidente della Commissione europea Josè Manuel Durao Barroso". Dal presidente del Consiglio è arrivata poi una ulteriore postilla: "Ho dato la mia assicurazione che, qualunque sia il prossimo governo italiano, si collocherà nel solco della tradizione italiana, di una partecipazione convinta all'Unione Europea".
Non solo, Monti ha aggiunto: "Spero anche in un impegno sempre maggiore per realizzare progressi nella costruzione europea. Il che va molto anche nell'interesse nazionale italiano".
Non solo, Monti ha aggiunto: "Spero anche in un impegno sempre maggiore per realizzare progressi nella costruzione europea. Il che va molto anche nell'interesse nazionale italiano".
Monti era a Bruxelles già da questa mattina dove ha incontrato in un vertice bilaterale il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Al termine dell’incontro Barroso ha dichiarato di aver parlato ieri pomeriggio con Silvio Berlusconi: "Lo conosco da molti anni", ha affermato Barroso rivelando anche di aver sottolineato, nella conversazione con l’ex premier, che "l'importanza cruciale della stabilità in Italia è quella di proseguire il percorso delle riforme".
“Il calo degli spread in Italia – ha aggiunto Barroso – è collegato direttamente alla credibilità delle misure del governo italiano. E le prossime elezioni in Italia non devono essere una scusa per rallentare il consolidamento e le riforme". “I costi di finanziamento del debito italiano – ha poi ricordato Barroso lodando l'operato del premier tecnico – hanno raggiunto il loro livello piu' basso dal 2010". "Ho piena fiducia – ha detto ancora il presidente della Commissione – che l'Italia continuerà su questo percorso, che è precondizione per tornare a crescere ed a creare posti di lavoro". E ha ribadito: "Non c'è neanche motivo di pensare che l'attuale difficile situazione sia stata creata da altri o che possa essere risolta da altri. Non ci sono alternative a continuare le riforme e il risanamento: questo è vero per tutti i Paesi e l'Italia non fa eccezione". Inoltre Barroso si è detto "fiducioso che le difficili scelte e i sacrifici pesanti dei cittadini italiani finiranno per pagare".
Il premier Monti ha riconfermato di non avere preoccupazioni sull'allontamento dell'Italia dal percorso di integrazione europea: "Quale che sarà l'esito delle elezioni italiane, ci sarà in Italia un governo che si collocherà nella linea tradizionale di forte appoggio all'integrazione europea”. Monti si è poi detto "soddisfatto per la decisione dell'eurogruppo di concedere una nuova tranche di assistenza finanziaria alla Grecia".
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